Bikepacking: parliamone chiaramente

Come forse avrete notato seguendo il mio blog negli ultimi tempi, mi sono avvicinato parecchio al cicloturismo e mi viene naturale parlarne con più frequenza qui, dove ho il mio spazio per parlare di passioni e mettere in ordine le idee nelle mie esperienze. Questa volta vi voglio parlare di bickepacking.

E vi voglio parlare di bikepacking perché mi sto interessando molto a questa tipologia di viaggio in bici , ma mentre me ne interesso leggo tante cose che non mi sembrano sensate.

Non voglio fare critiche o polemiche, voglio solo mettere alcuni punti fermi che riguardano me e il mio modo di intendere il bikepacking. Poi per il resto ognuno fa come gli pare.

Cosa è il bikepacking e come nasce

Il bikepacking è un modo di andare in bicicletta per tragitti lunghi in luoghi remoti e in autonomia, cercando di portare con sé il minimo indispensabile in una configurazione comoda sulla bici.

Questa non è una definizione ufficiale che trovate su qualche enciclopedia del bikepacking, ma la mia definizione! Per come la vedo io – e l’origine del nome dovrebbe darmi ragione – il bikepacking corrisponde in qualche modo all’idea di trasportare il backpacking (cioè andarsene in giro zaino in spalla) nel mondo ciclistico: bike backpacking, giusto?

QUINDI:

  • bicicletta
  • luoghi remoti
  • autonomia
  • minimalismo
  • comodità

Il bikepacking nasce negli Stati Uniti pochissimi anni fa (forse una decina) come “moda”, ma in realtà la cosa è molto molto precedente, e praticamente nasce con la nascita della bicicletta.

Una pagina del National Geographics del Maggio 1973, in cui si racconta un’avventura di bikepacking!

Se avete qualche curiosità potete spulciarvi questo sito da cui ho tratto l’immagine di cui sopra, in cui si racconta la storia del bikepacking in inglese, e ci sono un sacco di foto interessanti. Tanto per dirne una, le classiche configurazioni da bikepacking che vediamo oggi (con la borsa da telaio, quella da manubrio e quella sottosella) le troviamo praticamente uguali in vecchie foto di soldati di fanteria del 1896! Chiaramente le attrezzature e le caratteristiche tecniche sono cambiate, ma comunque l’idea è la stessa

Gli equivoci sul bikepacking

Partendo dalla definizione che ho provato a creare e dai punti che ho messo in fila sopra direi che si può sgombrare il campo da tanti equivoci sul bikepacking che leggo in giro per forum italiani. Purtroppo pare che questo tipo di viaggio in bici sia stato un po’ frainteso, e che sia diventato una moda ancora prima di diventare popolare. Mah, mi piacerebbe sentire la vostra opinione su questi concetti che riprendo sotto.

Bikepacking è borsette per fighetti

Questa è la cosa che mi fa più strano: perché bisogna fare l’equivalenza tra un tipo di attività e il tipo di attrezzatura che si usa per farla? In questo modo mi pare che si perda il senso della cosa…

Il tipico equipaggiamento da bikepacking con borse a telaio

Ok, per fare bikepacking spesso si usano delle belle borsettine da mettere sottosella, poi un salsicciotto da mettere davanti al manubrio e magari qualcosa da infilare nel telaio, sotto alla tubo orizzontale della bici (ah, se volete un consiglio guardatevi quelle di questa linea, sono veramente ben fatte). Ma sembra che per andarsene in giro per i sentieri con la bici si debbano spendere almeno 1000€ in accessori, sennò non si può partire.

NO. Il bikepacking è più facile con certi accessori, come tutto, ma le prime volte potete arrangiarvi con quello che avete in casa, oppure anche usare le borse da cicloturismo! La cosa importante, secondo me, è cercare di stare leggeri, quindi avere meno bisogno di borse, e non avere ingombro laterale. Perché così si è più stabili, non siamo ostacolati dal vento, non ci impigliamo nei rami e così via.

Il senso di avere attrezzatura bella è solo per facilitarci la vita e fare le cose meglio e di più, non perché così siamo più “fighi”. E comunque bikepacking non è necessariamente uguale ad avere le borse belle. Siete d’accordo?

Il bikepacking? Facile, dormite in albergo!

Questa è l’ultima che ho letto, e non mi sembra una gran genialata… A parte che ognuno fa un po’ quello che gli pare, e che dormire in un letto vero fa sempre piacere, ma per come la vedo io, il bikepacking quasi necessariamente presuppone il fatto di dormire in tenda (o magari sotto a un tarp o in una bivy bag).

Chi fa questa affermazione ritiene che non si possa portare quello che serve per un VERO viaggio cicloturistico in una configurazione da bikepacking, e quindi si fa quello che viene considerato “credit card travelling”: viaggiare con pochissima roba dietro, comprando quello che serve (che sia un letto per la notte o il cibo) man mano che ci serve. In alcuni casi questo ha anche un senso, ma il bikepacking nasce come metodo per viaggiare in autonomia, senza bisogno di fermarsi in posti prestabiliti, e quindi che senso avrebbe limitarsi ai posti in cui c’è un albergo?

Niente bikepacking: non riesco a portare tutto

Ok, questo è un aspetto su cui devo alzare la mano e dire che sì, anche io all’inizio l’ho pensato. Poi però ho fatto un esperimento: ho preso uno zaino da 40 litri, ho messo assieme quello che preventivavo di portarmi dietro per un giro lungo in bicicletta, e poi ho infilato tutto dentro allo zaino.

La scoperta? Ci stava tutto tranquillamente.

Ho fatto il calcolo di 40 litri perché è quello che normalmente sta in una coppia di borse da cicloturismo, e ho notato che il spazio che occupavo realmente è di circa 2/3 rispetto al mio zaino da 40 litri. Ipotizzando di avere a disposizione una borsa sottosella da 20 litri, un manicotto anteriore da 10 litri e una borsa da telaio che riesce a tenere 3-5 litri, lo spazio disponibile è più che sufficiente. Una precisazione: io metto sempre tenda (senza stecche) e sacco a pelo attaccate alle due forcelle anteriori, poi magari in un altro articolo vi faccio vedere cosa uso.

Quindi l’idea per cui una configurazione da bikepacking non va bene per le esigenze di chi fa cicloturismo è facile da smentire, ma dovete fare attenzione: bisogna stare attenti a quello che ci si porta dietro, non concedersi troppi “sforamenti”, scegliere bene l’attrezzatura e disporre tutto nel modo giusto. Forse è più complicato, ma vi assicuro che dà tante soddisfazioni.

E allora, questo bikepacking?

Beh ragazzi, spero che questo mio scritto vi faccia incuriosire sul bikepacking, e magari vi faccia ragionare un po’ sopra alla possibilità di intraprenderlo. Io continuerò a parlarne in altri articoli, voi scrivete commenti e domande!

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