Triban RC 500: recensione

In questo periodo ho avuto modo di provare una bicicletta di Decathlon per un periodo abbastanza lungo: è la Triban RC500, bici “quasi gravel” che è uscita di recente e che mi incuriosiva parecchio per una lunga serie di motivi.

Ad essere sincero il primo motivo è il prezzo di questo mezzo: troppo buono per essere vero, in considerazione di quello di cui è equipaggiata a livello di impianto frenante, cambio e struttura del telaio. Poi c’era l’idea che questa bici può essere facilmente adattata a diventare una gravel, ovvero una di quelle bici che vanno di moda adesso e che hanno una struttura quasi da corsa, con la possibilità però di un uso più sportivo, su sterrati e fuoristrada non troppo impegnativi.

Faccio un paio di precisazioni prima di cominciare. Innanzitutto questa non è una recensione della TRIBAN RC500 in senso scientifico, non mi interessa fare prove tecniche ma darvi le mie impressioni. La seconda precisazione è che io sono un amante delle bici ma non un tecnico, quindi ogni valutazione è personale e basata sulle mie sensazioni.

Come ho usato la Triban RC500

Qui voglio specificare come ho usato in questo periodo la RC500, e come ho intenzione di usarla.

Per me questa bici è una bicicletta da cicloturismo veloce e cattivo, ma anche un mezzo in grado di portarti in giro per la città in sicurezza. Parlo di cicloturismo perché mi pare sia proprio adatta a questo scopo: ha gli attacchi giusti per montarci un portapacchi di quelli seri al posteriore, ma anche i fori sulla forcella anteriore per posizionare sul davanti una piccola tenda e un’altra sacca, magari per il sacco a pelo (si consiglia di caricarla davanti con al massimo 9kg). La posizione in sella è a metà strada tra la bici da corsa e la bici da passeggio: molto comoda anche per lunghi tratti – finora ci ho fatto al massimo 80km di fila senza problemi – ma anche agile e facile da controllare quando ci si trova a dover evitare piccoli ostacoli imprevisti, grazie alla geometria abbastanza compatta. A proposito di questo ultimo punto, io ho pensato di prendere una taglia M, con sella sbalzata all’indietro quasi al limite, anche se sono alto 1.80m circa: in questo modo la bici è più maneggevole e facile da sterzare.

Dico anche cicloturismo cattivo perché le ruote di serie sono abbastanza pesanti ma molto resistenti, e non mi pare abbiano problemi a resistere a discreti maltrattamenti. Le mie prime prove sono state sia su asfalto rattoppato che su lunghi tratti su ghiaino (in questo caso consiglio di portare le gomme a 6 atmosfere, così si sentono molto meno le vibrazioni). Altra cosa bella delle ruote è che sono tubeless ready, ovvero con dei piccoli accorgimenti di cui magari parlerò in un altro articolo possono essere usate senza camere d’aria: in questo modo si aumenta la comodità senza perdere troppa velocità, e si riduce tantissimo il rischio di forature, anzi quasi a zero. La modifica ancora non l’ho fatta, ma ci sto pensando seriamente.

Questa RC500 però è una bici che va bene anche per la città, perché ha dei buoni freni a disco, è veloce e i comandi al manubrio la rendono molto reattiva nelle varie situazioni. Mi piace molto la possibilità di tenere le mani sui corni del manubrio da corsa, in modo da avere i freni – che sono a disco meccanico – a portata di mano. 

Le configurazioni che ho in mente sono due: liscia, senza nessun accessorio, per i giri in città o quelli brevi su asfalto. E poi “vestita” da bikepacking, con una borsa sottosella leggera sul posteriore e un qualche tipo di contenitore sul davanti per metterci gli oggetti leggeri che devono stare sott’occhio tutto il tempo. Ma a dire il vero l’ho usata in questo periodo anche con borse da cicloturismo tradizionale, con il portapacchi e i classici pannier da 20 litri ciascuno: la manovrabilità è ottima e il peso si distribuisce bene.

Dotazione della RC500 Triban

Scendiamo un po’ più nel dettaglio parlando delle specifiche tecniche di questa bicicletta. Analizzerò i vari punti forti e deboli, spiegandoli in relazione alle varie modalità di utilizzo.

Freni a disco

Una delle prime cose che saltano all’occhio guardando questa bici è il fatto che monti dei freni a disco nonostante sia considerabile una bici da cicloturismo economica (molto economica!). Per la mia esperienza, che comprende una decina di disastrose ore su fondo bagnato, con pioggerella molto fastidiosa, i freni funzionano molto bene una volta che li regolate sul vostro stile di frenata. Consiglio di cominciare con una corsa delle leve lunga per poi renderli più “nervosi” specialmente se non siete abituati ai freni a disco. C’è chi dice che i freni a disco meccanici siano meno buoni di quelli idraulici, e che in questa Triban non siano al massimo livello, ma io ho già notato una bella differenza con i classici cantilever e la cosa si fa ancora più interessante quando avete a che fare con lunghe discese in cui è difficile dissipare il calore, e quando c’è pioggia che va a bagnare i cerchi e rende più complessa la frenata con i sistemi classici. Per me, quindi, freni a disco promossi.

Geometrie

Come detto sopra questa bici secondo me è molto comoda, con la possibilità di allungare la schiena, un manubrio relativamente alto (non è una bici da corsa!) e un carro posteriore lungo. Si tratta del pezzo tra attacco della ruota posteriore e il punto di innesto dei pedali: più è lungo, più la bicicletta è stabile, meno facciamo fatica a posizionare delle borse da cicloturismo al posteriore senza intralci per la pedalata.

In più c’è il manubrio tipo corsa, che per me e il mio modo di andare in bici è fondamentale. Già da come esce dal negozio è comodo, con del nastro di rivestimento che attutisce le vibrazioni. Il punto principale di un manubrio fatto in questo modo è che le mani le potete posizionare in tre modi diversi: sulle estremità delle corna in basso, per avere una posizione aerodinamica, sopra i comandi oppure sulla parte dritta del manubrio. A parte la possibilità di adattarsi a situazioni di guida differenti, qui c’è il fatto che anche se guidate per tante ore le braccia non si affaticano troppo, perché potete spostarle e mettere in tensione muscoli differenti (c’è poi da considerare che con questo tipo di bici si usano i muscoli addominali e della schiena per tenersi in posizione, quindi le braccia sono ancora meno indolenzite).

Cambio e rapporti

Qui devo fare una precisazione: prima di giudicare il cambio montato sulla RC500, uno Shimano Sora, prendete in considerazione l’idea che all’uscita dalla scatola non sia stato regolato bene! Io ci stavo rimanendo male quando ho fatto le prime cambiate, perché risultava impreciso e rumoroso, e cominciavo a pensare che quel cambio non fosse fatto per quella bici (cosa strana, ma chissà, potrebbe capitare?). Il problema invece era che la regolazione era stata fatta malissimo, e allora mi sono dotato di un po’ di pazienza, ho girato le classiche vitine e tutto è andato a posto.

Chiaramente non stiamo parlando di un cambio di alta gamma, ma per le mie esigenze va più che bene: è silenzioso e rapido, non si impunta, regge bene anche dei discreti incroci di catena (non esagerate però) e non perde un colpo. Sono soddisfatto, e come nel caso dei dischi, stiamo parlando di un sistema che non viene montato normalmente sulle bici più economiche, che di solito si devono accontentare di un più modesto Claris, o peggio.

Sui rapporti montati su questa bici c’è da fare un discorso lungo, e forse non sono la persona più adatta ma ci provo. La guarnitura ha il classico 50-34, mentre al posteriore c’è un bell’12-32. Se ci dovessimo appellare alla Bibbia del cicloturismo (esiste?) dovremmo dire che i rapporti montati sono sbagliati, o almeno non conformi alle classiche bici da cicloturismo, che hanno davanti una tripla e dietro un 34 o simili. Io però onestamente devo dire che anche in salita e con un bel carico mi sono trovato abbastanza bene. Non parliamo di cose estreme per un bravo ciclista – cosa che io non sono – ma di cose al livello del Passo della Cisa, ma secondo me questi rapporti vanno bene anche se si è carichi da cicloturismo e si devono fare salite. Se si è in piano invece si può spingere proprio bene.

Poi chiaramente si può sempre pensare di fare qualche piccola modifica al pacco pignoni: ci sono combinazioni che vanno anche a 36 o 40 se non sbaglio, e lì non ci sono problemi. Per quanto riguarda l’anteriore invece secondo me non c’è bisogno di cambiare nulla, mi piace la guarnitura compact, senza troppe complicazioni.

Manubrio e sella

Di solito manubrio e sella sono i due punti dolenti di una bici nuova: ci si trova male, si sentono dolori e così via. Del manubrio ho detto sopra, e mi pare più che soddisfacente (tra l’altro si può pure girare l’attacco per guadagnare qualcosa in altezza), della sella invece dico che è comoda! Sarà che sono abituato con una sella dura, ma mi ci è voluto poco a trovare comfort su questa seduta, chiaramente usando il fondello da ciclista per i pantaloncini per giri più lunghi dei classici 20km fuoriporta o del giretto di commissioni in città.

Attenzione attenzione, cosa di cui non mi ero accorto prima: se non siete abituati al manubrio da corsa o volete ancora più rilassatezza, potete prendere in considerazione la versione con manubrio piatto. Sicuramente non fa per me, per i motivi di cui dicevo sopra, ma ha lo stesso telaio, le stesse caratteristiche tecniche e la stessa impostazione. Chiaramente le leve dei freni hanno un meccanismo diverso e il cambio è separato.

Triban RC500 vs RC520

Arriviamo adesso a una domanda che mi sono fatto anche io, e sicuramente vi farete voi se entrerete sul sito di Decathlon per decidere cosa prendere: ma è meglio la RC500 o la sua alternativa più costosa? Ovvero, chi vince nella garetta RC500 vs RC520?

Io ho scelto la più economica per una serie di motivi, a partire certamente da quello economico, ma anche facendo altre considerazioni legate al tipo di dotazione di queste due biciclette.
Partiamo dai freni: la RC500 come detto ha dei freni meccanici a disco che vanno bene (secondo i miei gusti) mentre la RC520 da questo punto di vista fa un po’ meglio, con dei freni ibridi meccanici e idraulici che dovrebbero garantire miglior prontezza e modulabilità. Io ho notato un po’ di differenza tra i due sistemi, nella breve prova che ho avuto modo di fare, ma non mi è risultata una dfferenza estremamente importante. C’è da dire che le pinze dei freni sono forse migliori sulla RC520, ma credo che anche i freni a disco meccanici della RC500 siano più che sufficienti.

L’altra grande differenza è nella componentistica di trasmissione: la RC500 è equipaggiata con la serie Sora R3000 di Shimano, mentre la RC520 ha cambio, pedivelle, leve, cassetta pignoni e deragliatori della serie 105. Qui ho vacillato un po’, anche perché si hanno a disposizione più rapporti, dovrebbe esserci migliore qualità costruttiva e leggerezza. Sinceramente però dopo un esame a mente fredda ho deciso di non farmi prendere dalla corsa al meglio, perché quel meglio non è determinante nel mio caso. Un dettaglio, tanto per farvi capire di che parlo: tutto l’insieme della componentistica serie 105 pesa circa 200g in meno rispetto alla serie Sora… Insomma, per me non è così importante.

Per il resto RC500 e RC520 condividono praticamente tutto, dal telaio con forcelle in misto alluminio e carbonio, alla sella e al manubrio, al processo di verniciatura. Ho preferito risparmiare ancora qualcosa. Sicuramente se volete spendere quei 200 euro in più non fa male, ma secondo me non è fondamentale.

Recensione di Triban RC500: conclusione

Penso si sia capito che a me questa bicicletta sta piacendo parecchio. Non è una specialistica, non è velocissima né adatta a fare il giro del mondo in autonomia, ma per quello che voglio farci io (senza stare a comprare cento bici diverse!) mi pare vada benissimo. È adatta a giri brevi in città, ci si possono montare delle borse, ci si può naturalmente fare del bikepacking leggero usando borse applicate al telaio. È sufficientemente leggera – più leggera di molte bici da cicloturismo, solo poco più pesante delle bici da corsa medie – e robusta. Permette di montare gomme fino al 700×36, cosa che la rende versatile e utilizzabile anche in condizioni difficili. E poi costa poco, e se non avete migliaia di euro da spendere è secondo me la miglior scelta disponibile al momento nel settore.


Sicuramente continuerò ad aggiornare questa recensione della RC500, magari dedicandole un nuovo articolo dopo che l’avrò usata per molto più tempo. E voi? L’avete comprata? Fatemi sapere!

2 opinioni riguardo a “Triban RC 500: recensione

  1. GRAZIE PER LA RECENSIONE, MOLTO UTILE PERCHE’ STO PENSANDO DI ACQUISTARE LA TRIBAN 500 SIA PER FARE QUALCHE GIRO IN PIEMONTE E FARE QUALCHE VIAGGIO.
    E COMODA ABBASTANZA PER FARE VIAGGI DI 2/3 SETTIMANE?
    GRAZIE
    ANTONIO

    1. Ciao Antonio, è tutto molto soggettivo, dipende da cosa intendi tu per comodo. Per me questa bici è molto comoda per il posizionamento in sella e per la sella stessa, poi chiaramente bisogna regolarla bene sulla base delle dimensioni del proprio corpo, ma quello si fa con il tempoe un po’ di tentativi. Se vuoi più comodità ti consiglio di prendere la taglia più grande se sei al limite, e magari puoi anche vedere di prendere la versione con manubrio piatto (questa per intenderci: http://tidd.ly/dcc951fc) in particolare se non sei abituato al manubrio da corsa.
      Altri suggerimenti, come dicevo anche nella recensione, sono di tenere le gomme al limite inferiore o magari di recuperare dei copertoncini più larghi o ancora di fare la conversione a tubeless, che ti permette di ridurre la pressione.
      Comunque secondo me gran bici anche per giri lunghi, tiene bene due borsoni sul posteriore, hai gli attacchi sul davanti…

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