La mia nuova borraccia filtrante Grayl

Queste sono le varie versioni della borraccia filtrante Grayl. Io ho quella blu, ma non credo cambi molto in termini di efficacia

Vi parlo di una borraccia che ho ricevuto in regalo qualche tempo fa e che ho avuto modo di testare. Si tratta di una borraccia filtrante che ho trovato subito molto interessante e di cui non avevo mai sentito parlare, spero che questo articolo stimolerà la vostra curiosità!Anche perché vi ho già parlato di borracce (le mie preferite sono queste, le Nalgene) e vi ho anche parlato di filtrazione dell’acqua (il link è all’articolo) ma finora non avevo messo le due cose assieme, se non per accenni, e questa è l’occasione giusta per approfondire un po’ il discorso dell’acqua in natura e di come fare a procurarcela in sicurezza.

 

 

Le borracce Grayl

Come sempre faccio quando mi capita tra le mani qualcosa di nuovo mi vado a informare per bene, in rete o tra gli amici. E nel caso di queste borracce ho scoperto che la loro storia nasce con un progetto che viene finanziato tramite Kickstarter (una piattaforma dove si offrono soldi per dare a startup innovative la possibilità di mettere in pratica le proprie idee, e si ottiene in cambio il prodotto in anteprima) e all’inizio è una borraccia con esterno in materiale metallico e interno con filtro come oggi.

Dopo un po’ di tempo Grayl ha deciso di cambiare la parte esterna, sostituendo il metallo con la plastica per ridurre il peso totale.

Oggi le borracce filtranti Grayl, dopo cinque anni abbondanti dalla messa in commercio, sono piuttosto famose negli Stati Uniti – la mia arriva da lì – e cominciano a suscitare qualche interesse anche in Italia (e finalmente è stata messa in vendita anche su Amazon!).

Filtrazione totale, o quasi

La cosa che mi pare molto interessante di questo tipo di borraccia è che effettua una filtrazione praticamente completa di un sacco di sostanze presenti nell’acqua. Tanto per darvi un’idea, ecco uno screenshot dal sito della borraccia filtrante:

 

Per chi non mastica l’inglese potrei farla breve, e dire che praticamente filtra tutto. Più nel dettaglio parliamo di virus come quello dell’Epatite A, i Rotavirus e i Norovirus (che sono quelli responsabili della diarrea che purtroppo fa tante vittime nei paesi del Terzo Mondo), poi c’è il filtraggio dei batteri e dei Protozoi, tutti microorganismi che possono essere molto pericolosi. Inoltre la Grayl Ultralight Purifer Bottle filtra il particolato – dal sedimento alla sabbia – sostanze chimiche varie e metalli pesanti.
In tutti i casi le specifiche tecniche dicono che viene sicuramente eliminato, dopo il passaggio attraverso i filtri, il 99,9999% delle sostanze dannose. Quello 0 virgola qualcosa per cento credo sia dovuto alla prudenza in termini legali degli americani che, ricordiamolo, se producono forni a microonde ci scrivono sopra che non bisogna metterci dentro il gatto! Diciamo che da quelle parti il rischio di cause legali è alto…

C’è soprattutto da notare una cosa, leggendo le caratteristiche: rispetto alla maggioranza dei dispositivi di filtrazione questa borraccia è molto più completa. Normalmente per avere una filtrazione completa ci si deve portare dietro un filtro meccanico e poi qualcosa (pastiglie, sostanze solubili o filtri che agiscano sul nanometro) che tolga dall’acqua batteri e virus. Qui invece il pacchetto è completo.

Il filtro di cui è dotata questa borraccia è composto da vari materiali, ma non è eterno e soprattutto si occlude come tutti i filtri, e direi che anche se la filtrazione dei sedimenti è possibile, è meglio operare una sedimentazione meccanica prima di fare quella finale. Ovvero: se vedete che l’acqua che volete filtrare è molto sporca, meglio lasciarla riposare per un po’ in un altro contenitore, in modo da far sì che le particelle più grosse cadano sul fondo e non otturino il filtro. Se invece state prelevando l’acqua da un torrente o un fiume, fate attenzione a non pescare troppo a riva e a prendere dalla superficie. In linea di massima la filtrazione è garantita per 150 litri, e poi si cambia la cartuccia del filtro.

 

Come funziona il filtro

Il meccanismo con cui funziona questa borraccia filtrante è a pressione (non so come definirlo meglio). In pratica c’è un contenitore esterno, e poi un cilindro più interno alla cui base c’è il filtro vero e proprio. Per usare la borraccia si riempie il filtro esterno e poi si infila il contenitore più interno da sopra, applicando una pressione all’acqua: in questo modo c’è una completa separazione tra l’acqua sporca – separazione che viene anche mantenuta grazie alle generose guarnizioni presenti – e quella pulita, che può essere subito bevuta. Vi faccio vedere un video per capirci meglio.

Il ragazzo col cappellino qui ci avverte prima di tutto che dentro all’acqua, in cui si abbeverano anche buoi d’acqua vietnamiti, c’è sicuramente qualcosa di poco sano (protozoi e simili), e poi fa quello che vi spiegavo. Prende l’acqua, preme il filtro e poi beve.

Secondo me questo, rispetto a tanti altri meccanismi con cannuccia o con filtrazione a UV che poi bisogna purificare dai sedimenti, è un sistema molto pratico e veloce.

 

Pro e contro

Ovviamente non può essere tutto rose e fiori, e se questo filtro è molto interessante perché è leggero, pratico e semplice da usare, ci sono sicuramente delle controindicazioni.

La prima è nel prezzo, che non è dei più bassi. Secondo me però ne vale la pena in condizioni specifiche (ovvero se vi serve sul serio un filtro) anche perché non è che gli altri filtri per potabilizzare l’acqua costino di meno…

La seconda è nella capienza di questa borraccia: in pratica l’acqua filtrata è circa 0,5 litri per volta. Chiaramente questo quantitativo di acqua non basta per una escursione intera. Io ho pensato – per un viaggio che farò prossimamente – di attrezzarmi con questa borraccia affiancata da una borraccia normale e un camelback (anche se non sono proprio un fan di questa cosa): in questo modo si coprono tutte le esigenze di idratazione per una giornata, e pure di più.

La terza, ma qui io sinceramente non capisco molto bene, la leggo in alcune recensioni trovate in rete: c’è infatti chi dice che il filtro dura poco. Addirittura chi dice che dopo 4 o 5 usi il filtro diventa troppo duro. Il fatto che il filtro sia troppo duro significa che sta perdendo di efficacia perchè è occluso. Sinceramente nella mia esperienza questa cosa non c’è: finora sono a 20 litri di filtraggio circa (quindi ho usato una quarantina di volte il filtro) e non ho riscontrato indurimenti nel filtro. Chiaramente non metto in dubbio le esperienze di nessuno, però potrei ipotizzare che alcuni vecchi modelli fossero difettosi, essendo un prodotto abbastanza nuovo, oppure che chi ha usato la sua Grayl magari ha sbagliato qualcosa: ad esempio se non si apre bene il tappo superiore, si fa una fatica boia a spingere verso il basso il contenitore interno… Non so, se avete esperienze diverse dalla mia fatemi sapere nei commenti!

In conclusione direi che questo è un ottimo sistema per potabilizzare l’acqua senza doverla scaldare, sedimentare e trattare, e sono contento di averlo trovato. Non vedo l’ora di metterlo alla prova più estesamente, ma per quel che ho potuto usare questa borraccia ad oggi sono soddisfatto.
E voi? Avete provato questo oggetto? Che ne dite?

 

5 opinioni riguardo a “La mia nuova borraccia filtrante Grayl

  1. Usare un filtro sawyer associato a una bottiglia ripiegabile da “strizzare” lungo il filtro.
    Sempre una bottiglia in più bisogna portare, ma con una arrotilabile da un litro, ci riempi la tua borraccia qualunque essa sia: nalgene, bottigli dia acqua minerale, borraccia di una volta.

    1. In linea di massima credo che i Sawyer siano più che sufficienti per le condizioni a cui ci troviamo normalmente, diciamo però che non sono sicuro offrano la stessa copertura di una borraccia come questa. Credo che ad esempio non riescano a trattenere organismi piccoli come i virus, e in certi paesi questo può fare la differenza.

      1. In realtà, credo di si, a sentire loro, virus e protozoa, il problema è la presenza di metalli pesanti disciolti, ma nell’uso escursionistico a meno di nn captare acque che passano in valle mi pare difficile.

        1. Mi hai fatto venire la curiosità! 😀 Tanto qui non smette di piovere, passo il tempo…
          Mi sono andato a vedere il sito di Sawyer e dice: “Each Sawyer filter is certified for ABSOLUTE microns; that means there is no pore size larger than 0.1 or 0.02 micron in size. This makes it impossible for harmful bacteria, protozoa, or cysts like E. coli, Giardia, Vibrio cholerae and Salmonella typhi (which cause Cholera and Typhoid) to pass through the Sawyer PointONE™ biological filter. At 7 log (99.99999%) the filter attains the highest level of filtration available today.

          If viruses are an issue, we offer the Point ZeroTWO Purifier (0.02 micron absolute pores). This is the first portable purification device to physically remove viruses. And it does it at a >5.5 log (99.9997%) rate, exceeding EPA and NSF recommendations.”

          Non ho capito se questo Point ZeroTWO è un purificatore o una membrana filtrante che si può scegliere.

          Edit: ho visto il filtro, e lo vendono assieme a un secchio. Quindi forse è un filtro a rilascio lento che bisogna lasciare lì. Invece la mia piccola borraccia te la porti dietro. Insomma forse non è una scemenza!!! 😀

  2. Diciamo che del Sawyer apprezzo:
    Il costo
    Non ti vincola a una borraccia.

    Il limite che devi avere 2 contenitori, uno per l’acqua nn sicura, e quindi in linea generale, non utilizzabile, e l’altro per l’acqua purificata.

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